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(da L'Eco di Bergamo del 5-2-2010).
"La richiesta è motivata con la mancata cessione a terzi di parte delle aree, conseguenza dei due ricorsi al Tar proposti dai residenti del quartiere.
I proprietari delle aree citano in giudizio 8 esponenti dell'associazione contraria agli insediamenti alla Conca Fiorita Otto milioni di euro: è il risarcimento-monstre chiesto dalla società «Conca Fiorita» a 8 esponenti dell'associazione Mosaico, rei di aver fatto fallire la cessione a un terzo di una «parte del vasto compendio» dell'area ex Sace, oggetto di un Piano integrato d'intervento (Pii). L'atto di citazione è stato notificato nei giorni scorsi e la prima udienza è fissata per martedì 25 maggio al Tribunale di Bergamo. I due ricorsi al Tar incriminati Un'autentica stangata e una mossa decisamente inedita nel complesso rapporto tra privati, pubblico e i vari (numerosi invero) comitati che sorgono per sollevare questo o quel problema. Il Mosaico in questi anni si è distinto per una certa qual combattività, una volta trovatosi di fronte al Pii dell'area alla Conca Fiorita, scegliendo oltre che la protesta anche la strada della giustizia amministrativa, leggi canonico ricorso al Tar. E l'atto di citazione prende le mosse da questi fatti: il primo è datato 30 dicembre 2008, quando gli 8 chiamati in causa hanno presentato un ricorso al Tar di Brescia impugnando «il provvedimento di esclusione del Piano attuativo dalla procedura di Valutazione ambientale strategica» deciso da Palafrizzoni. Il secondo di metà 2009, una volta approvato definitivamente il Piano, allorquando «i convenuti si sono fatti promotori di una nuova iniziativa giudiziaria, con la quale hanno chiesto l'annullamento della deliberazione comunale di approvazione del Pii».
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